Carlopoli - Marketing e Turismo Reventino

Descrizione:

Comune della provincia di Catanzaro, composto dal capoluogo e dalla frazione "Castagna", il cui territorio si sviluppa sul versante meridionale della Sila Piccola ed è confinante con i comuni di Cicala, Gimigliano, Sorbo S. Basile, Soveria Mannelli, in provincia di Catanzaro, e con i comuni di Bianchi e Panettieri, in provincia di Cosenza.

Carlopoli sorge al centro di un vasto territorio montano: la quota altimetrica, infatti, è compresa tra i 615 mt ed i 1075 mt sul livello del mare.

Ricco di risorse turistiche, è costituito dai due agglomerati urbani - il capoluogo e la frazione Castagna - oltre ad alcune contrade,  è situato sulla direttrice della vecchia Strada Statale 109 della Piccola Sila (ora Strada Provinciale 159/2), al centro geografico della Calabria, ed è equidistante dai due mari, lo Ionio ed il Tirreno. Il clima è caratterizzato da inverni molto rigidi, con possibilità di precipitazioni a carattere nevoso, ed estati generalmente miti e soleggiate.

Il territorio presenta una morfologia varia, arricchita dalla presenza di alcune vette tra cui il Monti- cello, il monte Eremita, il monte Ceraso ed il colle Campanella.

Due sono i fiumi principali che solcano il territorio: il fiume Corace, il cui nome deriva dal latino Corax, “corvo”, che si snoda a valle dell’antico centro di Castagna, ed il fiume Sant’Elia, affluente in sinistra idrografica del Corace.  Numerose sono le sorgenti che sgorgano dai versanti in quota e che si riversano lungo i pendii, talvolta affiorando dalla roccia;  diffuse sono le fontane, che punteggiano il centro abitato rifornendo gli abitanti del luogo e rinfrescando i viaggiatori.

Estese superfici boschive ricoprono buona parte del comprensorio comunale:   castagneti, querceti e ontaneti, quasi tutti di proprietà privata.    

Da segnalare la presenza di una particolare struttura geologica chiamata “Unità di Castagna”, che affiora sul promontorio in cui sorge l’omonimo abitato. E' un complesso geologico costituito da micascisti e "gneiss occhiadini", rocce metamorfiche aventi la stessa composizione mineralogica dei graniti e chiamati "occhiadini" per la curiosa forma ad occhio.

Nel centro storico di Carlopoli e nell'adiacente frazione di Castagna sono presenti  imponenti palazzi signorili del ‘600 e del ‘700 (palazzo Cicala, palazzo De Sensi-Cianflone, palazzo Talarico) e chiese ricche di suggestive opere d’arte (Chiesa di Santa Maria del Monte Carmelo, Chiesa dello Spirito Santo, ruderi dell’Abbazia di Santa Maria di Corazzo).

 

Cenni storici:

Le notizie sull’origine di Carlopoli  riconducono ai primi anni del XVII secolo, quando Francesco Maria Carafa della Satadera, Duca di Nocera e Vicerè di Aragona e Navarra fu costretto, a causa del decremento delle sue entrate feudali, a cedere il feudo di Tiriolo e i suoi casali al conte Carlo Cicala che fondò, in quelle terre, un nuovo casale chiamato Carlopoli. Il comprensorio ricadeva nella contea di Tiriolo ed era parte della “Terra” di Gimigliano, rappresentava l’estremo limite settentrionale della Calabria Ulteriore ed era un importante snodo di transito in virtù dell’adiacente Abbazia di Santa Maria di Corazzo. Il villaggio si accrebbe di uomini e attività con il massiccio trasferimento di coloni da Gimigliamo e Tiriolo; il progressivo incremento demografico si tradusse in un considerevole sviluppo dell’attività agricola e pastorale con evidenti ricadute commerciali sul territorio, tra cui lo sviluppo dello specifico settore legato all’allevamento di bovini e ovini.

Furono i monaci dell’ Abbazia di Corazzo a diffondere tra la nuova popolazione le proprie tecniche di allevamento ed i propri metodi di lavorazione dei prodotti caseari; i Carlopolesi acquistarono, così, fama di abilissimi artigiani.

In questi anni vennero erette le prime abitazioni ed i palazzi signorili: per il soddisfacimento delle esigenze di culto della comunità, a metà del XVII secolo iniziò la costruzione della Chiesa parrocchiale consacrata a Maria SS.ma del Monte Carmelo.

L’abitato originario di Castagna segnava – a sud est, con il solco del “Vallone Pignataro” - il limite della Calabri "Citra"; fu fondato nella seconda metà del XVI secolo da coloni provenienti da Scigliano in una località chiamata “Trempa della Castagna” al fine di favorire il popolamento delle zone interne di montagna.

L’affrancamento economico da Scigliano fu determinato, anche in questo caso, dall’Abbazia di Santa Maria del Corazzo: alla fine del XVI secolo gli abitanti – notevolmente incrementati di numero grazie alla ricauduta sul territorio delle rendite commerciali derivanti dagli insegnamenti monastici - iniziarono a costruire la loro Chiesa, primo elemento di identità urbanistica, intitolandola allo Spirito Santo.

Tra il 1811 ed il 1815, Castagna venne accorpato dapprima a Colosimi e poi a Soveria Mannelli. Nel 1832 acquisì lo status di Comune, ma la sua autonomia fu breve. Nel 1869 infatti, per decisione del Consiglio Provinciale di Catanzaro, Castagna fu definitivamente aggregata al Comune di Carlopoli, a sua volta caratterizzato, in quegli  anni, da disordini sociali ed episodi di brigantaggio. Nonostante il rinnovato incremento demografico, le condizioni economiche del nuovo Comune e dei suoi abitanti rimasero precarie fino alla fine del XIX secolo. L’economia era essenzialmente basata sull’autoconsumo e su una peculiare attività artigianale derivante dalla pastorizia e dall’allevamento ovino: la lavorazione della lana di pecora; la diffusa presenza di telai e l’abilità manuale degli abitanti ne consentì la specializzazione nella produzione di stoffe e tessuti.

Il XX secolo e il boom economico del secondo dopoguerra causarono il definitivo crollo demografico  del comprensorio con flussi migratori verso il nord italia e conseguente depauperamento dell'abitato.

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