Cicala - Marketing e Turismo Reventino

Descrizione:

Il territorio del comune di Cicala si estende sul versante meridionale dell’altopiano della Sila Piccola, attiguo al Parco Nazionale della Calabria, tra Gimigliano, Carlopoli, Sorbo San Basile, nella parte settentrionale della provincia di Catanzaro. Il centro abitato ha un impianto urbanistico di tipo lineare, sviluppato lungo un asse centrale che si inerpica su un crinale a circa 800mt s.l.m, delimitato geograficamente dai fiumi Sant'Elia, Pomo, Vecchiarelli e Corace; la portata idrica favorisce una lussureggiante vegetazione con prevalenza di alberi di castagno. Il confine col comune di Carlopoli è segnato da un sentiero che conduce in località Monticello, in cui insiste un’area comunale dotata di nuove attrezzature per pic-nic (panche, tavoli, barbeque) appositamente concepite per valorizzare il territorio ed incentivarne la fruizione.  

Il patrimonio storico-architettonico è rappresentato dalla Chiesa di San Giacomo, risalente al XVI secolo, in cui si possono ammirare pregevoli opere d’arte, tra cui un coro ligneo e gli altari provenienti dalla prestigiosa abbazia di Santa Maria di Corazzo.

Degni di nota gli edifici gentilizi del centro storico, tra i quali si annoverano i palazzi Astorino Talarico, Gigliotti e Cicala, residenza estiva del principe Carlo I Cicala; gli altri edifici presentano caratteristiche lavorazioni in ferro battuto e portoni in legno, opera di maestranze locali, ed il rudere della chiesa dell’Immacolata, antico luogo di sosta dei pellegrini diretti al monastero di Corazzo.

Tra le manifestazioni tradizionali si annoverano “‘A pigghiata”, sacra rappresentazione pasquale che ha luogo ogni sette anni; la mostra dell’artigianato locale, ad Agosto, e la sagra della castagna, a Dicembre. La festa del Patrono, San Giacomo, viene celebrata il 25 luglio con una variegata fiera mercato che si protrae per tre giorni.

 

Cenni storici:

Il comprensorio di Cicala fu originariamente popolato da gruppi di contadini e pastori provenienti da Castagna, ricadente nel Casale di Scigliano.

La metà del XV sec. fu segnata dall'avvicendamento, in Calabria, della dominazione degli angioini e degli aragonesi i quali concessero il feudo di Tiriolo nel 1481 a Galeotto Carafa, discendente del nobile napoletanto Antonio Carafa.

A seguito dell’invasione turca in Albania, conclusasi con la morte dell’eroe Castriota Skanderbeg , molti albanesi si rifugiarono in Calabria; Irene, nipote di Giovanni Skanderbeg, sposò Pietro Antonio Sanseverino, mentre Giovanna Skanderbeg andò sposa a Galeotto Carafa, e denominò “Castriota” il villaggio posto all’estrema periferia del feudo di Tiriolo, di proprietà del marito. Il dominio su questo feudo passò al principe Carlo Cicala, che ne cambiò il nome, imponendo il proprio. I primi anni dell'Ottocento videro il paese ribellarsi agli occupanti francesi, che lo incendiarono per rappresaglia. Nel 1811, in seguito alle riforme napoleoniche, assurse a comune autonomo, definitivamente affrancato dal Casale di Gimigliano.

 

 

 

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