Falerna - Marketing e Turismo Reventino

Descrizione

Il territorio del Comune di Falerna è costituito da un declivio degradante che dal Monte Mancuso (1360 m.) - propaggine meridionale del Reventino (1600m) - arriva al mare. Tale pendio è solcato da una profonda depressione, costituita dal letto del Torrente Griffo, meglio definito come torrente Falerna. A sud il comprensorio è delimitato dal litorale tirrenico , da nord-ovest a nord e a nord-est, segue i limiti del Campo di Canne, del Campo di Arata, caratterizzato dai ruderi di un vecchio convento e poi segue i limiti del Piano di Istia, del Piano Carito, per giungere a Monte Mancuso.

Un territorio di appena 2.472 ettari, con accentuate differenze altimetriche, comprese da quota 0 mt slm e 1.300 slm. I rilievi montuosi più importanti sono costituiti dal Monte Mancuso a nord (1360 m), dal costone del Carito a nord- ovest (1006-1020 m.) e dal Monte Leone (meglio chiamato Bosco del Leone) a 1100 m. L’abitato si estende a sud del Piano di Istia dai 550 mt  650 mt; la popolazione risiede prevalentemente nel capoluogo comunale, in cui si registra la maggiore concentrazione demografica, e negli aggregati urbani di Falerna Scalo, Cartolano e Castiglione Marittimo. Falerna occupa una zona centrale nel territorio calabrese ed è ben collegata alle principali arterie di traffico: la SS 18 congiunge i centri abitati della fascia tirrenica; l’autostrada ha uno svincolo a Falerna e la ferrovia ha una stazione. Inoltre, a circa 9 km a Lamezia Terme-S. Eufemia esiste un aeroporto internazionale.

Da visitare il borgo medioevale di Castiglione Marittimo con i suggestivi ruderi del castello normanno, il centro storico di Falerna con i caratteristici vicoli e gli antichi edifici religiosi e le torri costiere difensive che puntellano il territorio.

Le colline e i terrazzi a strapiombo sul mare offrono variopinte panoramiche della costa e del mare. Dal punto di vista naturalistico, il comprensorio offre una lussureggiante vegetazione di faggi, ontani, castagni e pini oltre a numerose sorgenti di acqua naturale sgorganti dai monti Castelluzzo a m.1299 e Mancuso a m.1.327e.

Di grande rilievo gli estesi scavi archeologici della villa romana risalente al I-II se. d.C., sita in località Pian delle Vigne. Tra le manifestazioni tradizionali che richiamando numerosi visitatori si annoverano: la Fiera di San Foca Martire (1° sabato e 1°  domenica di Agosto), la Festa di San Francesco (2° domenica di agosto), la Fiera della Madonna del Rosario (1° domenica di Ottobre), la Festa di San Tommaso D’aquino (7 Marzo). 

 

Cenni storici:

La scoperta di insediamenti antichi nel comprensorio di Falerna e Castiglione ha consentito la ricostruzione della storia locale. Le testimonianze del passato sono rinvenibili su tutto il territorio: dalla mitica Temesa, ai ritrovamenti di età preistorica, poi greca, infine romana e medievale.

La latinizzazione del territorio prese piede nel 132 a. C., quando il console P. Popilio Lenate fece costruire, per fini militari e commerciali, la celebre "Via Popilia", grande arteria di collegamento che partiva da Capua, attraversava le vallate interne della Calabria per diramarsi lungo la costa tirrenica. Ugualmente esemplificativa l'estesa villa-fattoria di Pian delle Vigne, di età imperiale (I-II secolo d. C.), portata alla luce con gli scavi iniziati nel 1974.

Dalla metà del VI secolo la Calabria divenne Bizantina;Falerna e le zone limitrofe afferivano al Ducato di Calabria, provincia dell’Impero d’Oriente. E' ascrivibile a questo periodo la nascita del primo nucleo abitativo di Castiglione.

Le frequenti incursioni costiere dei Saraceni causarono il trasferimento della popolazione nell'entroterra montano, considerato più sicuro perchè quasi inaccessibile.

E’ in epoca Normanna che Castiglione accresca d'importanza con la costruzione del Castello “Leo Castrum” , avamposto difensivo posto a controllo dell’accesso dal mare.

Il nucleo urbano di Castiglione sorgeva ai lati dell’accesso al Castello e, nel tempo, tutto il villaggio venne inglobato nella cinta muraria estendosi progressivamente e rafforzando la propria economia sul territorio, profondamente influenzato dalla presenza dell’Abbazia Benedettina di S. Eufemia.

Durante la dominazione Angioina le terre di Castiglione furono conferite alla Curia Regia, divenendo patrimonio del re e assoggettate al feudo della famiglia d’Aquino fino alla fine del Settecento.

A metà del Cinquecento, le incursioni turche favorirono l'edificazione, promossa dal Vicerè Pietro da Toledo, di numerose torri costiere di avvistamento, funzionali alla difesa delle popolazioni locali;tra queste si annoverano la “Torre di Rupe”, conosciuta come “Torrelupo”, collegata con la Torre dei Cavalieri in territorio di Gizzeria e con la Torre del Piano di Terina. A guardia della torre stazionava un cavaliere che, in caso di pericolo, dava l’allarme, raggiungendo posto di guardia situato a S. Eufemia, nel Bastione di Malta.

Dopo il rovinoso terremoto del 1638 e le continue spartizioni delle terre tra discendenti dei rispettivi feudatari, nella parte più a monte di Castiglione nasceva il Casale di Falerna.

Nel 1636, Castiglione è registrato sotto il nome di Cornelia d’Aquino e il 1647 sotto Giovanna d’Aquino, tale avvicendamento è annoverato nelle trascrizioni delle tasse feudali all’atto di successione. L' autonomia di Falerna, separata da Castiglione, è sancita nel 1648 da Filippo IV.

Il nucleo originario del villaggio fu fondato da alcune famiglie di pastori e agricoltori locali, con il consenso del feudatario, il Principe D'Aquino.

Progressivamente, il piccolo abitato si ingrandì ed arricchì, fino a diventare predominante rispetto a Castiglione, la cui popolazione nel 1797 diminuiva costantemente.

Da allora Castiglione, antico feudo dei d’Aquino, divenne una frazione di Falerna. Sul nuovo paese e sui terreni adiacenti fu concesso agli abitanti l’uso delle terre e la possibilità di edificare abitazioni, allevare il bestiame e coltivare la terra.

Nel 1648 Falerna è dichiarato Comune con propria amministrazione giuridica e amministrativa e fu dotato della Parrocchia di S. Tommaso d’Aquino.

Il 19 gennaio del 1807, Castiglione e Falerna erano dichiarati luoghi liberi dal governo Francese e annessi alla giurisdizione di Martirano, distretto di Amantea (Provincia Calabria Citeriore). Castiglione divenne frazione, perdendo l’autonomia amministrativa.

 

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