Gizzeria - Marketing e Turismo Reventino

Descrizione

Il comprensorio di Gizzeria si estenda tra la montagna nicastrese e la fascia costiera tirrenica, sul declivio degradante di monte Mancuso (1360m); è costituito da un centro abitato a 650 mt slm e da numerose case sparse site nelle frazioni di Gizzerìa Lido, Lenzi, Mortilla, Campoienzo, Destra, Maiolino, Prisa e Scaramella.

Gizzeria Lido costituisce una delle maggiori attrattive del territorio: zona interamente pianeggiante, fu resa fruibile e salubre a seguito delle bonifiche del 1927. L'antica contrada Maricello di S. Eufemia, oggi Gizzeria Lido, originariamente era denominata Tarcina a causa della profonda depressione nel terreno causata dal sisma del 1638, che divenne un lago e venne adibito a porto, conosciuto come “Porto del Fico”. Il collegamento con il mare avveniva tramite un canale, oggi ostruito a causa del progressivo insabbiamento. Altri quattro laghetti, di dimensioni minori, contrassegnano il comprensorio, che in epoca feudale era proprietà dei Cavalieri di Malta di S. Eufemia, che ne concedevano lo sfruttamento in cambio di un pedaggio. Dal 1806 la proprietà passò al Demanio e poi a privati.

Importanti le testimonianze architettoniche, sia civili che religiose, diffuse sul territorio e nel centro storico: si annoverano i palazzi Ianazzo, Miceli e Villella-Agapito, le chiese dell'Annunziata, di San Giovanni Battista, di S. Maria degli Angeli nonchè le torri di avvistamento di Capo Suvero, Santa Caterina e Casino Maiolino Stocco.

Cenni Storici

Le fonti consentono di ricostruire le evoluzioni etimologiche del toponimo "Gizzeria": in età Bizantina era conosciuta come “Izzaria”, nel 1062, anno di fondazione dell’Abbazia Benedettina, è annoverata come “Yussaria” e la denominazione definitiva, che risale al 1753, rimanda alla vicinanza del sito con il fiume.

Le fonti segnalano anche la presenza albanese nel Casale di Gizzeria nel 1450 circa: la vivacità dei baroni locali, in rivolta contro il governo vicereale, innescò la convocazione del generale Skandemberg da parte di Alfonso I d'Aragona, bisognoso di aiuto per sedare le insurrezioni. Al seguito di Skandemberg arrivò un primo gruppo di albanesi nomadi, in fuga dalla madrepatria occupata dai turchi, che si diramarono sul territorio dando vita a molti insediamenti; a Gizzeria, il loro stanziamento fu regolato dai Cavalieri di Malta che concessero loro la "Ruga Sottana", parte inferiore del paese, oltre ad appezzamenti di terra da utilizzare per la pastorizia e l'agricoltura.

Tutto il periodo vicereale spagnolo fu caratterizzato dalla controffensiva turca: la continua minaccia delle coste meridionali determinò l'edificazione (o, in alcuni casi, il rafforzamento) di strutture fortificate di difesa o di avvistamento, dalle quali i soldati di guardia, in caso di incursioni, allarmavano il comprensorio suonando le trombe o le campane.

Nella zona di Gizzeria furono costruite la torre cilindrica di Capo Condurro, oggi “S. Caterina”, la “Torre dell’Ogliastro” a Capo Suvero, di cui restano i ruderi e, in S.Eufemia, il “Bastione di Malta”, oggi proprietà privata della famiglia Iannazzo.

Tra il 1735 ed il 1805 la Calabria - e quindi anche il lametino - subì la dominazione Borbonica, fece parte della Repubblica Partenopea nel 1799 e subì la dominazione francese dal 1806 al 1809, contrassegnata dal Vespro di Soveria Mannelli, episodio di ribellione locale contro l’odiato nemico d'oltralpe. Gizzeria fu assediata, scoppiarono tumulti e opposte fazioni si fronteggiarono; i soldati si abbandonarono a barbarie di ogni genere, profanando le chiese e saccheggiando le case.

L'eversione della feudalità, promossa dai francesi, determinò anche in Calabria l'abolizione dell'antico regime, privando i feudatari di tutti i loro privilegi, espropriandoli dei loro beni e dei possedimenti terrieri, che furono incamerati dal Regio Demanio dello Stato.

L'epoca delle dominazioni e dell'avvicendamento governativo si concluse con l'Unità d'Italia, che annullò il dominio borbonico del Regno delle Due Sicilie ripristinato con la Restaurazione.

 

 

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