Platania - Marketing e Turismo Reventino

Descrizione

Comune montano del catanzarese il cui comprensorio è composto dal capoluogo e dalle frazioni Campo Chiesa, Foresta, Fossa don Paolo, Mercuri Tedesco, Panetti, Pietra, Sambate. Sorge sulle pendici meridionali del monte Reventino, e confina con i Comuni di Decollatura, Confluenti, Lamezia Terme e Serrastretta.

Il centro abitato è arroccato sul crinale di un promontorio, a 750 mt sul livello del mare, ed è delimitato dal torrente Piazza; il tessuto urbano rimanda agli aggregati medievali ed è caratterizzato da abitazioni congiunte che si elevano lungo la strada principale. Edifici gentilizi, dimora delle antiche famiglie patrizie locali, puntellano l'abitato con le loro architetture di pregio: si annoverano i palazzi, Perri (caratterizzato da ricche decorazioni sulle balaustre dei balconi e per le feritoie a scopo difensivo), Cerminara e Mastrroianni. Degne di nota sono gli edifici di culto, tra cui San Michele Arcangelo, la Madonna del Riposo e dell’Immacolata.

Di particolare interesse naturalistico è la "Cascata della Tiglia", raggiungibile percorrendo le gole del Torrente Piazza lungo un sentiero immerso nei boschi del Monte Reventino.

 

 

Cenni Storici

Toponimo di origine greca, menzionato unicamente nei Registri di Cancelleria angioina degli anni 1669-1270. La distruzione degli annali successivi non ha consentito la ricostruzione completa della storia del comprensorio; unico dato certo è l'appartenenza del Casale a tale Gregorio di Romania e, successivamente, a Egidio d'Apard, nobile angioino.

Monsignor Francesco Tansi, Vescovo di Nicastro dal 1680 al 1692, nella sua relazione "ad Limina Apostolorum" annota due nuovi centri rurali, Petrania e S. Pietro Apostolo. Il toponimo Petrania riconduce all' attiguo agglomerato rurale di Pietra, le cui origini risalgono alla seconda metà del XVI secolo. Tra il 1680 ed il 1686 esistono, dunque, due villaggi, Petrania e S. Angelo, descritti da padre Giovanni Fiore da Cropani nella sua "Calabria Illustrata" del 1691 e riportati anche dal religioso e filologo Tommaso Aceti nelle sue "Annotazioni al Barrio" del 1737 nomina.

Il villaggio di Petrania, come documentato nell'atto di divisione delle terre demaniali dell'8 settembre 1811, assurge a Comune autonomo ed assume il nome di Platania. Gli abitanti del nuovo Comune, dalla condotta libertaria e ribelli alle angherie del principe d'Aquino di Castiglione, si distinguono per il loro attivismo patriottico: proprio a Platania si tenne una delle riunioni dei capi della rivolta che si concluse tragicamente il 27 giugno 1848 con il sanguinoso scontro presso il fiume Angitola tra le truppe borboniche, guidate dal generale Nunziante, e gli insorti locali.

Gli anni successivi Platania fu interessata da un rilevante incremento demografico che favorì la conseguente coltivazione delle terre; l'artigianato locale si caratterizzò per la lavorazione della seta, e per la relativa coltura dei bachi. Platania, fino agli anni 60 del Novecento, fu un centro ricco e fiorente, impoverito dai successivi flussi migratori della popolazione verso le città del nord italia.

 

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