San Mango D'Aquino - Marketing e Turismo Reventino

Descrizione:

Il Comune di San Mango d’Aquino si estende nella parte nord-occidentale della provincia, a confine con quella di Cosenza, nella bassa valle del fiume Savuto, tra Nocera Terinese, Martirano Lombardo e Cleto (CS). Il territorio è caratterizzato da un' accentuata variazione altimetrica, compresa tra 500 mt e 1.100 mt. s.l.m., e ricade in un'importante area storico/archeologica, contraddistinta da un’ arteria di epoca romana, la "Via Popilia/Annia".

Degna di nota, nell'abitato, la Chiesa di San Tommaso D’Aquino, ubicata nella principale piazza del Comune, dalla quale si può godere di una splendida panoramica sulla valle del Savuto.

Tra gli eventi di promozione del territorio si annoverano la rassegna “San Mango estate", che si svolge nel mese di Luglio, la festa del Patrono, San Tommaso d'Aquino, il 28 Gennaio, ed il caratteristico mercato settimanale, con prodotti locali.

Cenni storici:

San Mango d'Aquino venne fondata nella prima metà del Seicento da un ramo cadetto del Casato d'Aquino, la famiglia d'origine di san Tommaso d'Aquino.

Le varie denominazioni del paese (“Muricello”, poi “Casale Nuovo” e infine “Santo Mango") sono riportate nelle fonti classiche e trovano riscontro in altri importanti documenti, fra i quali l'atto di erezione della parrocchia, stipulato nel 1648 e consultabile presso l'archivio vescovile di Tropea, ed i registri parrocchiali (dal 1653), conservati nell'archivio di San Mango.

Il feudatario Luigi d'Aquino aveva voluto celebrare il feudo posseduto dal padre, Tommaso d’Aquino, principe di Santo Mango nel Cilento; il toponimo “San Mango” era molto diffuso, all’epoca. Esso ci riconduce  alla figura del martire  S. Magno, un pagano vissuto nel III secolo, il quale donò i beni ai poveri e si convertì al Cristianesimo.

La toponomastica attuale compare in epoca napoleonica ed è riportata nell'Atlante Geografico del Regno di Napoli, pubblicato nel 1812. Precedentemente, il paese è indicato con il nome “Savuto”, mentre l’attuale centro storico di Savuto era identificato con “Pietra Piana”.

Nel 1648, sotto il patrocinio di Luigi  d'Aquino, viene istituita la prima Parrocchia, poi dedicata a San Tommaso; il comprensorio si espande con la nascita di nuovi rioni, "San  Giuseppe" e "Castagnaro" e nella frazione di "Piano della Madonna" sorge la graziosa Chiesa della Buda.

Nel 1716 San Mango diviene indipendente da Savuto ed  è progressivamente interessato da incremento demografico che fa registrare circa 1.000 abitanti nel 1745.

Nel 1765, il comprensorio limitrofo è colto da carestia con conseguente emigrazione verso San Mango: arrivano nuove  famiglie provenienti da Petramala, Aiello, Scigliano, Martirano, Altilia e Conflenti.

Nel 1813 viene fondata a San Mango una "vendita carbonara", nucleo di aggregazione alla quale prendono parte medici, sacerdoti e contadini rivoltosi; il paese diventa, così, uno dei centri rivoluzionari più attivi del comprensorio. Dal 1816 San Mango afferisce alla provincia di Catanzaro.

 

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